Villanova del Ghebbo: Storia, Fede e Impegno Civile nel Cuore del Polesine
Situato lungo la riva sinistra dell'Adigetto, antica e importante via fluviale, Villanova del Ghebbo è un comune di circa 2.200 abitanti che racchiude millenni di storia. Immerso nella pianura del Polesine a 9 metri sul livello del mare, il suo territorio è disegnato dall'acqua: oltre all'Adigetto, è bagnato dalla Rezzinella e dallo Scolo Ceresolo.
Sebbene la vicinanza a Fratta Polesine suggerisca ascendenze paleovenete e romane, i primi documenti certi risalgono al 727 d.C. con l'edificazione della chiesetta di San Zenone (Villa San Zenone).
Curiosità Idraulica: Dopo una rovinosa rotta dell'Adige nel X secolo che creò il letto dell'Adigetto, la chiesa fu ricostruita nel 1077. Ancora oggi è ricordata popolarmente come "a sol da piena gòtto", riferendosi alla sua posizione rispetto al canale.
Il Nome: Il toponimo attuale nasce nel 1500. Il "Ghebbo" era il corso d'acqua che lambiva il castello medievale di Gazzo, distrutto nel 1245 da Ezzelino III da Romano.
Villanova del Ghebbo occupa un posto di rilievo nel progetto "Sulle tracce di Giacomo Matteotti". Il grande statista polesano, martire della libertà, ebbe un legame diretto con questa comunità:
Matteotti Amministratore: Giacomo Matteotti fu eletto nel consiglio comunale di Villanova del Ghebbo, portando qui il suo impegno civile e la sua visione politica.
Memoria Storica: Sebbene gli archivi municipali abbiano subito gravi perdite durante l'epoca napoleonica, la ricerca storica continua per documentare l'attività del leader socialista in questo comune, simbolo del suo profondo radicamento nel territorio rodigino.
Il paese vanta monumenti riconosciuti come Patrimonio Nazionale:
Costruita tra il 1762 e il 1800, stupisce per l'eleganza neoclassica.
Gli Affreschi: Il soffitto è opera di Giovanni Battista Canal, celebre seguace del Tiepolo, che rappresentò il trionfo delle Virtù.
Le Opere: Ospita tele di Tommaso Sciacca (tra cui un'Ultima Cena) e una pregevole copia dell'Assunta di Tiziano realizzata da Teodoro Licini.
Un gioiello del XVII secolo caratterizzato da un campanile barocco con cuspide a cipolla. È luogo di profonda devozione popolare legata a una miracolosa apparizione della Vergine.
Residenza settecentesca della famiglia Monti, vide nascere Giovanni e Giacomo, patrioti arrestati per cospirazione contro l'Austria insieme ai carbonari di Fratta Polesine. Giovanni Monti condivise la prigionia allo Spielberg con Silvio Pellico.
L'unica frazione del comune è Bornio, borgo di origini antichissime (anteriori all'anno Mille), dove si può ammirare la Chiesa di San Giuliano Martire.
Per gli amanti dell'aria aperta, Villanova è un punto di passaggio ideale per il cicloturismo, grazie agli itinerari che costeggiano i canali, come il percorso Lendinara-Occhiobello, che permettono di scoprire il paesaggio rurale del Polesine "lento".